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PULIRE L’ECOPELLE

PULIRE L’ECOPELLE.

Pulire l’ecopelle di letto, divano e altri complementi non è mai stato così facile.
Gran parte della riuscita dipende molto dalla tipologia di macchia e dai rimedi che si sceglie di mettere in atto.
Riportiamo di seguito alcuni semplici consigli da seguire per rimuovere le macchie dall’ecopelle e ottenere un risultato di sicuro successo!
Specialmente per la cameretta l’ecopelle è un materiale consigliato perché non è necessario sfoderare il rivestimento ed è facile da pulire.

letto per cameretta in ecopelle

Pannello Car e letto rivestiti in ecopelle.

Sapone neutro
L’ecopelle è un tessuto molto delicato. Ecco perché in caso di macchie conviene andarci molto cauti. Per rimuovere piccole macchie, riempite una bacinella con acqua e sapone neutro ed immergeteci dentro un panno di cotone oppure in microfibra.
Strizzatelo per bene e passatelo sulle macchie in modo energico; asciugare per bene con un panno morbido.

Latte detergente
Nel caso in cui fossero presenti macchie più resistenti, utilizzate latte detergente. Proprio come per la pelle, oltre a rimuovere macchie ostinate, il latte detergente riesce anche a lucidare e nutrire.

Sapone di Marsiglia
Oltre a donare al tessuto un profumo particolarmente gradevole all’olfatto, il sapone di Marsiglia è in grado di smacchiare l’ecopelle senza rovinarla.
Vi basterà riempire una bacinella con acqua e sapone di Marsiglia, immergerci dentro una spugnetta e passarla sulla parte macchiata del tessuto.
E’ fondamentale utilizzare una spugna morbida in modo da non andare a lasciare sul tessuto strisciate antiestetiche. Ricordatevi, infine, di risciacquare il tessuto per bene e di asciugarlo con un panno in microfibra.

Alcool
Per macchie difficili, come quelle dell’inchiostro, potete utilizzare l’alcool. Vi basterà inumidire di alcool una pezza e strofinarla delicatamente sulle macchie del tessuto. Continuate fino a quando le macchie non saranno scomparse definitivamente.
Infine, risciacquate ed asciugate con un panno asciutto.

Gomma pane
Le macchie di inchiostro possono anche essere rimosse utilizzando la classica gomma pane. Sfregatela per bene sulle macchie e infine passateci sopra un panno umido ed asciugate.

Aceto bianco
Per smacchiare l’ecopelle si può anche utilizzare l’aceto bianco. Vi basterà mescolare il prodotto con dell’acqua in modo da andare a creare una vera e propria miscela.
Versate qualche goccia della miscela ottenuta su un panno in microfibra e passatelo sulle macchie. Tornerà tutto come nuovo.

poltrona Ricciolo Tonin Casa

http://www.domusarredilissone.it/gallery.php?idp=11423Poltrona e chaise-longue Ricciolo by Tonin Casa in ecopelle

 

Scheda tecnica e campionario di tutti i nostri rivestimenti in ecopelle sono visionabili presso lo showroom:

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CONSIGLI PER ARREDARE CON STILE

CONSIGLI PER ARREDARE CON STILE.
Gli errori da evitare, i consigli ed alcuni semplici trucchi per arredare la casa con stile e in modo davvero originale.

1.Evitare troppi stili in un unico ambiente:
vintage, classico, moderno possono coesistere ma solo uno di loro dovrà prevalere dettando così le regole dello stile.
In questo modo l’arredamento avrà una personalità molto più precisa e riconoscibile.
arredamento classico reinventato

2. Colori: scegliere al massimo 3 colori per evitare che l’arredamento risulti caotico ed eccessivo.
Il trucco! Per non sbagliare, scegli un colore neutro predominante (come il bianco) ed aggiungi qualche accento di colore a contrasto.

idee arredamento colore soggiorno
3.Fantasie stridenti a contrasto
: righe, pois, fiori…quanta confusione può esserci in un unico ambiente.
Meglio scegliere un’unica fantasia da abbinare ai colori a tinta unita.
Le righe sono perfette per gli ambienti classici; i pois per gli animi romantici mentre i fiori aggiungono un tocco campestre.
idee arredamento colorato e divertente con pois

4.Proporzioni: un armadio grande in una camera da letto piccola; un divano di misura ridotta in un grande soggiorno.
Scegliere mobili e complementi d’arredo proporzionati alle misure dell’ambiente in cui vengono inseriti.

4.Estetica e funzionalità: la casa rispecchia la personalità di chi la abita. Le scelte d’arredo andrebbero comunque pensate anche in rapporto alla funzionalità.
Insomma bello ma anche utile.

Resta aggiornato sulle ultime tendenze d’arredo.

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info e preventivi scrivendo a info@domusarredilissone.it

LA PLASTICA PER L’ARREDO ECO-COMPATIBILE.

La plastica fa meraviglie!
Leggera ma resistente, facile da lavorare, riciclabile, praticamente infrangibile e più sicura del vetro. La plastica possiede eccellenti proprietà.
Anche il settore edile ne usa sempre di più e in una gamma sempre più ampia di applicazioni, dall’isolamento alle tubature, dai telai per finestre alla progettazione di interni.

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La popolarità della plastica nel settore è dovuta alla sua durata, robustezza, isolamento termico ed elettrico, resistenza alla corrosione, manutenzione ridotta, economicità e piacevolezza estetica delle finiture.
panton chair

Dare forma alla leggerezza.
La densità abbastanza  bassa di molti materiali  plastici spiega la leggerezza del manufatto finale. Resistente alla corrosione e facilmente  stampabile molteplici forme anche   complesse, le materie plastiche permettono di utilizzare  materiali diversi per ottenere il prodotto finito. Spesso nelle sedute d’arredo si vede l’unione delle materie plastiche con l’acciaio o l’alluminio.
In linea di principio la plastica, combinata con altre proprietà, si presta per rispondere a qualsiasi esigenza di progettazione che il designer possa immaginare.

sedia hero calligaris

Sedia Ghost, Kartell

La sedia moderna in plastica e il tavolo classico in legno massello sono un mix che funziona. Legno e plastica  sono materiali riciclabili  e vanno d’accordo anche per arredare una casa eco-compatibile.

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 Visita il nostro sito per arredare la casa ecologica!

 

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Laccatura mobili…ma quale? lucido diretto? lucido spazzolato? poliestere spazzolato?

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Per semplificare:

La “colorazione” puo’ avvenire tramite la tecnica:

rullo
spruzzo
a velo
sottovuoto

 

LA LACCATURA OPACA puo’ creare una superficie colorata completamente liscia oppure leggermente bucciardata.

LA LACCATURA LUCIDA

Lucido diretto: su una  superficie perfettamente uniforme del legno viene “spruzzata” la vernice autolucidante. Al termine del processo di laccatura i pezzi verniciati vengono lasciati essiccare in un ambiente protetto ( privo di polvere)  per consentire l’indurimento completo della vernice.


Lucidatura spazzolata:
  dopo aver spruzzato la vernice, si passa successivamente alla levigatura delle superfici, mediante carte abrasive con grane finissime e alla brillantatura (spazzolatura/lucidatura) mediante l’utilizzo di spazzole di cotone e feltro.
In questo modo si elimina qualsiasi impurità o imperfezione, rendendo anche il laccato più resistente.
Naturalmente questo processo più laborioso ha un costo più elevato.

Il discorso sulle vernici però risulta decisamente complicato perchè la ricerca e le nuove tecnologice permettono l’utilizzo di:

vernici all’acqua

vernici poliuretaniche

vernici poliesteri

vernici ignifughe

vernici extra opache

vernici igienizzanti

e tanto altro ancora …

Potremmo parlare del numero di “mani” necessarie per una buona lucidatura, della durezza misurata in Gloss, della lucidatura più adatta agli arredi a contatto con l’acqua come bagno e cucina ma il discorso sarebbe forse troppo tecnico…

Ecco il filmato della laccatura di alcuni prodotti eseguita con un “robot” di una delle aziende che potete trovare nel nostro showroom di Lissone:

Fimar cura con la massima attenzione ogni processo di lavorazione. La laccatura a 4 mani a controllo computerizzato garantisce un’alta protezione ad ogni singolo componente, rendendo i mobili di design non solo belli, ma anche resistenti nel tempo.

Il vostro arredamento moderno si conserverà per una vita intera!

ARMADIO FIMAR  SCORREVOLE
Anta Ghost (vetro e legno laccato) con vano tv estraibile.

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100% MADE IN BRIANZA
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MOBILI IN LEGNO: abete, pino, acero, betulla, castagno, ciliegio, faggio, frassino, noce, teak, wenge

 ABETE

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cameretta in abete della ditta scandola

Si trova nelle regioni montuose di tutta Europa da 1200 a 2000 m di altitudine; fra le molte specie conosciute le più importanti sono l’abete bianco e l’abete rosso. In entrambe le specie la fibratura di solito è dritta; nonostante la facilità della lavorazione, il legno di abete è poco usato per la fabbricazione di serramenti interni e assolutamente da escludere per quelli esterni, essendo piuttosto vulnerabile agli attacchi dei funghi e degli insetti. Ottimo per la  realizzazione di arredi per interni.

 PINO SILVESTRE

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credenza in pino con alzatina

E’ presente in quasi tutta l’Europa del nord e in Italia in tutta la catena alpina; viene anche chiamato pino di Svezia. Viene soprattutto importato dalla Scandinavia e, grazie alla regolarità degli anelli e alla presenza di pochi nodi, trova largo impiego nella falegnameria, specialmente per la produzione di infissi e di elementi di arredo.

abete,pino,acero,castagno,ciliegio,betulla,faggio,frassino,noce,teak,wengeACERO

Oltre a quello italiano viene utilizzato ampiamente quello dell’America settentrionale. Dotato di buone caratteristiche di lavorazione, viene usato per la costruzione di arredamenti d’interni, strumenti musicali e decorazioni.

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                    BETULLA

Forma interi boschi in Europa; in Italia è diffusa nelle foreste   alpine insieme a faggi e abeti. Presenta un legno di colore  bianco-giallastro-bruno; ha durezza e resistenza non eccessiva e   viene  usato in falegnameria per le ossature dei mobili, oggetti  torniti,  e per la fabbricazione dei compensati.

abete,pino,acero,castagno,ciliegio,betulla,faggio,frassino,noce,teak,wengeCILIEGIO                    

Il ciliegio ha un legno duro, poco pieghevole; viene utilizzato molto da  ebanisti, tornitori e falegnami per la somiglianza al legno di mogano grazie al suo colore rossiccio che gli operatori hanno imparato a mantenere a lungo passando il legno in acqua di calce.

                  CASTAGNO                               

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Si tratta di una pianta molto diffusa, in Italia si trova in boschi immensi fino a 800-900 m di altitudine, mentre in altri paesi del Mediterraneo si spinge anche ad altitudini superiori; è un albero molto longevo (si conoscono esemplari di oltre mille anni).
Il legno, di colore giallognolo con venature scure, assomiglia a quello della quercia. Viene usato in falegnameria per costruire mobili rustici, pali telefonici e per botti destinate alla conservazione dei vini.

abete,pino,acero,castagno,ciliegio,betulla,faggio,frassino,noce,teak,wengeFAGGIO                   

Diffuso in Italia nella zona pedemontana, è molto comune anche nell’Europa centrale. La lavorabilità è ottima ma è poco resistente all’umidità; è un legno molto pregiato, che si presta a essere utilizzato per mobili e arredamenti in genere, specie quelli che presentano elementi curvi.

                      FRASSINO

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Cresce sparso nei boschi di montagna, ed è diffuso in Italia e in tutta Europa. Ha un legno bianco- giallastro con riflessi verdastri, con anelli di accrescimento marcati.

    NOCE NAZIONALE

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Cucina Villa d’este Veneta cucine

E” LA PIANTA CHE PRODUCE LE NOCI ( DA NON CONFONDERE CON NOCE AMERICANO, NOCE TANGANIKA, NOCE AFRICANO ECC ECC) In Italia è presente in collina e nella zona di media montagna. Il legno ha un colore che varia dal bruno chiaro al marrone intenso con delle venature ad andamento ondulato che gli donano un aspetto pregevole. La tessitura fine e omogenea gli conferisce facile lavorabilità, ottima stabilitàe grande durata. E’ un legno pregiato, destinato a mobili e arredamenti, pavimenti, intagli, impiallacciature e porte interne.

abete,pino,acero,castagno,ciliegio,betulla,faggio,frassino,noce,teak,wengeTEAK                 

Proviene dalla Thailandia, Giava e Birmania; il legno presenta una colorazione bruno-dorata. La lavorabilità è ottima; viene usato per la costruzione di strutture estrerne , di mobili, pavimenti, serramenti, tranciati sfogliati e in torneria, imbarcazioni.

WENGE

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camera jesse in rovere tinto moro

Proviene dall’Africa tropicale occidentale; il legno è bruno-nerastro. Di lavorazione discretamente agevole, viene usato per decorazioni di arredamenti, pavimenti, scale, impiallacciature e tranciati. Negli ultimi dieci anni si è utilizzata la colorazione wenge su lastre di rovere; quindi attualmente si utilizza impropriamente il termine wenge per indicare il rovere tinto moro.

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Pulire la casa, i mobili, gli arredi, i divani: detersivi e rimedi naturali

pulire, lavare, calcare, aceto, candeggina, ammoniaca, mobili, arredi, tessutiAceto

Per rimuovere il calcare un’ottima alternativa ai prodotti anticalcare è l’aceto bianco Se scaldato, inoltre, la sua efficacia nella rimozione del calcare si intensifica. Può essere usato anche per combattere i cattivi odori degli scarichi del lavello della cucina. Se mescolato con il sale diventa un ottimo smacchiatore con funzione abrasiva per lucidare le pentole di rame, oltre che a dare brillantezza a superfici come il vetro e il cristallo.

 

 

pulire, lavare, calcare, aceto, candeggina, ammoniaca, mobili, arredi, tessutiBicarbonato di sodio

Il bicarbonato è un sale che svolge un’azione detergente e disinfettante. Le sue proprietà sono blandamente abrasive, senza però graffiare o danneggiare le superfici. Può essere utilizzatoad esempio  per togliere le macchie di caffè e di tè dalle tazze in porcellana. Respinge e neutralizza in modo naturale gli acidi perché ha un pH neutro. Può, quindi, neutralizzare i cattivi odori, pulire e deodorare. Utile tenere un sacchettino o una ciotolina di bicarbonato nel frigorifero o anche nella scarpiera per prevenire e neutralizzare i cattivi odori

Succo di limone

Il succo di limone ha un’azione sgrassante e leggermente sbiancante. Proprio per questo può rivelarsi utile in piccole operazioni domestiche. Usato con il bicarbonato di sodio, infatti, serve per pulire il tagliere di legno. Inoltre, può essere impiegato come blando smacchiatore su macchie di natura alcalina come caffè o tè. Per tutte le superfici che vengono a contatto con i cibi limone, bicarbonato, aceto garantiscono pulizia e atossicità

 

pulire, lavare, calcare, aceto, candeggina, ammoniaca, mobili, arredi, tessutiCloro

Prima di trattare un capo ( o una fodera del divano)  con candeggina contenente cloro, presta attenzione al simbolo triangolare sull’etichetta del capo. Puoi candeggiarlo solo se nel triangolo compare la sigla CL. Se invece il triangolo è barrato da una croce, rivolgiti alla lavanderia

Ammoniaca

L’ammoniaca è un prodotto da usare con molta cautela a causa dei vapori che sprigiona. Ricorda di non usarla mai pura, ma di diluirla sempre con l’acqua. Da evitare il suo utilizzo per le superfici verniciate, di plastica morbida e di pelle. Fai molta attenzione a non mescolare l’ammoniaca con la candeggina, la loro miscela sprigiona vapori decisamente tossici.

Alcool etilico

Quando utilizzi alcool etilico o altri solventi per smacchiare localmente, metti sempre sotto il tessuto della carta assorbente o carta da cucina bianca per evitare che la macchia si spanda

pulire, lavare, calcare, aceto, candeggina, ammoniaca, mobili, arredi, tessutiDecalcificante

Il decalcificante va aggiuntoin piccole dosi  abitualmente al detersivo della lavatrice. La sua azione protegge la serpentina e riduce la formazione di calcare, causa principale dei guasti all’elettrodomestico. In commercio esiste anche un dispositivo anticalcare da applicare al rubinetto di carico che riduce parte del calcare presente nell’acqua.

 

 

pulire, lavare, calcare, aceto, candeggina, ammoniaca, mobili, arredi, tessutiPietra pomice

Minerale abrasivo, usato spesso per levigare ginocchia e gomiti, ma utile anche per togliere le macchie lasciate dall’acqua sui sanitari, e in molti casi in cui si richiede una modesta abrasione.

 

 

pulire, lavare, calcare, aceto, candeggina, ammoniaca, mobili, arredi, tessutiTalco

E’ una delle più note polveri assorbenti, utilissima per intervenire su macchie grasse. Non ha alcuna controindicazione. utile per assorbire eventuali macchie di unto dai divani oppure anche da superfici porose come il marmo bianco di carrara

 

la pulizia della casa risulta sicuramente più semplice se si utilizzano panni di ” ultima generazione ” come quelli in microfibra qui di seguito un piccolo filamto con i panni da cucina Vileda

 

AL PROSSIMO POST DA www.areamobili.eu

 

scegli il colore per la tua cucina, per il soggiorno, la camera da letto e per il divano..

mille colori, mille sfumature tra le quali scegliere

mille colori, mille sfumature tra le quali scegliere

Come trovare il colore giusto per la cucina e per gli altri ambienti della casa

Colori-attori 
Immaginati di essere un regista: come su un set cinematografico, la scelta delle tonalità può trasformarsi in una sorta di casting.
Il protagonista della casa sarà il colore dei mobili.
Pareti e pavimento, i co-protagonisti.

Possiamo scegliere colori complementari tra loro: giallo, beige, marrone

Possiamo scegliere colori freddi: blu, grigio, bianco

possiamo scegliere colori caldi: rosso, arancio, giallo

possiamo scegliere il monocolore

Monocolore creativo
Se preferisci orientarti su un tema preciso o un singolo tipo di colore, esistono tantissime soluzioni che possono aiutarti a rendere l’ambiente non monotono.
Pensa solo a quante varianti esistono per i toni naturali! Dal marrone della terra, al giallo della sabbia, fino al rosso dell’argilla: è veramente ampia la scala di sfumature che si possono scegliere per vivacizzare la tua casa.

facciamo un viaggio tra i colori:

  • Il rosso e le sue nuances, dai poteri stimolanti e vitali, sono indicati per la sala da pranzo, per stanze adibite alla lettura e alle feste ma anche per singole pareti della cucina e della camera da letto
  • Il viola e le sue sfumature più delicate, conferiscono serenità poiché purificano i pensieri e si uniscono perfettamente alla mente e allo spirito. Il colore è indicato per un salottino, un ingresso o una sala d’attesa.
  • il giallo è un rimedio contro la fatica mentale ma anche la malinconia. E’ indicato per i luoghi di lavoro (stanza studio, soggiorno) perché stimola la psiche.
  • l’arancione è una tonalità rilassante che produce ottimismo, da utilizzare quindi per tinteggiare le camere dei ragazzi o per inserire alcuni dettagli della cucina
  • il marrone è un colore maschile e rigoroso che trasmette equilibrio e serenità proprio come la stagione autunnale. Si sposa bene con gli ambienti nei quali si raduna la famiglia come il soggiorno o in dettagli della camera da letto.
  • il nero è il non colore e rappresenta l’oscuro. Può essere utilizzato solo per i dettagli (decorazioni, oggettistica varia, divano) perché pur essendo molto elegante non ha effetti benefici sulla psiche e sul corpo.
  • il grigio è una tonalità che esprime malinconia, indecisione ed assenza di energia. Esprime freddezza lucida e metallica e proprio per questo però dona all’ambiente brillantezza, raffinatezza e lusso.

Ecco alcune immagini dove il colore è  protagonista

Carrera Go Veneta Cucine.jpg
ELYSÉE.jpg

 

jesse al salone del mobile 2010 1.jpg
cameretta letto a castello domus arredi lissone.jpg

 

divano rigo salotti Martin.jpg
cameretta rosa e lillà domus arredi.jpg

 

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IL PASSAPORTO DEL MOBILE MADE IN ITALY

MOBILI FATTI IN BRIANZA.jpg

Nasce il passaporto del mobile, grazie all’iniziativa lanciata dalla Camera di commercio della provincia unificata di Monza e Brianza, assieme al Politecnico di Milano: Paese di provenienza, qualità dei materiali, processo di lavorazione, firma del progettista e molto altro.
Come l’etichetta sui generi alimentari così il passaporto del mobile, un vero e proprio documento di riconoscimento e di tracciabilità del prodotto del settore del legno-arredo, differenzia il prodotto di qualità made in Italy dalle contraffazioni nel mondo.

Il documento indicherà oltre al luogo di origine del mobile, anche la qualità, la natura e la sostenibilità delle materie prime. Ma non solo. Nel passaporto saranno riportati i designer che firmano l’opera, i brevetti utilizzati, i luoghi e le modalità di produzione, fino alla responsabilità sociale a tutela dei lavoratori e dei consumatori.

Una proposta, ancora in fase di definizione, che nasce non a caso nella culla del design in Italia: nella provincia di Monza e Brianza si trova la più alta concentrazione di imprese attive nell’industria del legno (2.489, 7 per Kmq).
Un progetto, quello del passaporto del mobile, che si affianca al nuovo network internazionale dell’arredo che parte dalla Brianza e collega Brasile, Argentina, Colombia e successivamente anche i Paesi scandinavi per facilitare l’interscambio commerciale di mobili.

Cuoio, Cuoio rigenerato, pelle, pelle pieno fiore… quali le differenze? e come cambiano i prezzi??

I colori della pelle e dell'ecopelle

I colori della pelle e dell’ecopelle

Il pellame di vitello e di montone, prima della lavorazione, si presenta con uno spessore di circa 1 centimetro.
Prima di passare alla fase di concia, viene tagliata trasversalmente separando due strati: uno  che costituirà il cosiddetto PIENO FIORE, e l’altra  detta crosta.
Il pieno fiore è la parte più pregiata del pellame, che mantiene le caratteristiche della superficie, le venature e la morbidezza della pelle pregiata.
La crosta, invece, viene utilizzata per lavorazioni più economiche.

Con il trattamento di concia, viene esaltata la morbidezza della pelle, che assume quelle caratteristiche a cui siamo abituati, di colore, di luminosità.

Il trattamento di concia, che originariamente aveva la sola funzione di preservare la pelle dal naturale deterioramento, assume oggi un ruolo fondamentale per il risultato estetico che si può ottenere, sia per le tonalità di colore che per la grana della superficie della pelle. La grana della pelle più o meno evidente non corrisponde a un maggiore o minore pregio; è solo una scelta dettata dal gusto personale, che si può ottenere con diversi procedimenti di concia.
Utilizzando diversi metodi di concia si ottengono prodotti che prendono nomi e caratteristiche diverse: Pelle Fiore, pelle smerigliata, Nabuk, Cuoio ecc ecc
Il pellame dicevamo…  puo’ essere trattato tramite “la concia”:

In Olio: Si tratta certamente del più antico conciante organico, veniva impiegato per produrre il cuoio scamosciato o camoscio inteso seconda la prima definizione, data dalla associazione francese dei chimici del cuoio, come cuoio ovino privato del fiore e conciato con oli di animali marini. Un olio per presentare delle caratteristiche concianti deve essere altamente insaturo, questa peculiarità è tipica degli oli degli animali marini.

vegetale: Con la concia vegetale si ottengono pellami di alta qualità leggermente più rigidi rispetto a quelli ottenuti con altre concie naturali. Questo tipo di concia fa parte di quelle a legame ionico. Si tratta di un sistema molto antico e diffuso in tutto il mondo vista la reperibilità dei reagenti. Gli unici prodotti necessari sono calce, acqua e tannino vegetale, come tannini venivano utilizzate sostanze differenti a seconda della disponibilità della zona. Si trattava di processi molto lunghi durante i quali le pelli venivano lasciate anche per parecchi mesi immerse in fosse e coperte da un bagno contenente tannino. Durante questo periodo avveniva la trasformazione della pelle in cuoio, al termine della quale era sufficiente un ingrasso.

In fossa: La concia in fossa risale al secolo scorso ed è un sistema naturale, lento, senza forzature tecniche. Il particolare profumo che emanano le pelli conciate con questo metodo è dovuto alla macerazione dei tannini vegetali immessi nelle vasche di concia, mentre la morbidezza deriva dall’uso di una miscela appropriata di grassi animali e vegetali..

Per molatura: La pelle denominata “Nabuc” è una pelle di vitello primo fiore scamosciata per molatura.

Ed ancora Concia al Cromo, alluminio, ferro, Zirconio,  Solfocloruri, Aldeidi

Per i più tecnici vi consiglio la lettura del sito  http://www.istitutoconciario.com/berto/intro_proc.htm

Il cuoio rigenerato, è un materiale  composto da circa l’ 80% di fibre di cuoio, spesso  scarti di cuoio o pelle, che si ottiene con un processo industriale. Il cuoio viene finemente tritato e mischiato a gomma naturale o lattice o cartonati fino ad ottenerne un composto omogeneo che viene lavorato in fogli di diverso spessore. Il prodotto finale al tatto e alla vista è simile alla vera pelle. Il sistema che viene utilizzato per trasformare gli scarti della lavorazione della pelle è basato su quello cartario. Infatti, gli impianti hanno molte parti in comune, ma l’aspetto fondamentale, quello che differenzia le due tecnologie, è quello chimico. La fibra che si ottiene dallo scarto delle pelli necessita, infatti, di una quantità e qualità di aggreganti molto diversi da quelli usati abitualmente nel settore della carta.

 

Quindi…. attenti a cosa acquistate, perchè  esteticamente Cuoio, pelle e cuoio rigenerato si assomigliano MA  il prezzo DEVE ESSERE DIVERSO!!!!!!!

 

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