Dalla collaborazione tra Smeg e lo studio di architettura PIANO DESIGN nasce un nuovo modo per vivere e amare il verde nella propria casa: la Serra Domestica. Costruita per esibire le piante in ogni momento, si distingue per linee pulite e materiali raffinati quali vetro temperato ed acciaio. È un oggetto con cui interagire, uno spazio da ammirare e curare.
Telaio in acciaio inox 18/10 Vetro extrachiaro temprato 3 mm di spessore Lampade a 4 Led bianchi ad alto flusso luminoso Tubo in acciaio inox 18/10 Serbatoio con capacità di circa 1 litro N° 4 vaschette in plastica colorata Funzioni con simboli retroilluminati N° 2 display a Led luminosi indicanti temperatura e umidità relativa o ora corrente N° 1 sensore di umidità N° 1 sensore di temperatura N° 1 sensore di luminosità Consumo massimo di energia: 60 watt a 24 V DC Peso: 25 Kg circa Telecomando ad infrarossi (blocco tasti automatico)
Dimensioni Serra Chiusa Altezza: 76,40 cm Larghezza: 73,60 cm Profondità: 20 cm
Optional Piedistallo in acciaio inox 18/8 con alla base 6 pani (contrappesi) in ghisa con protettivo trasparente. Dimensioni: altezza: 78 cm, lunghezza 73,60 cm, profondità 20 cm. Peso: Kg 45 circa
Ogni pianta, anche quella d’appartamento, ha le sue esigenze in fatto di LUMINOSITÁ. Non molte piante resistono sotto i raggi diretti del sole, che provocano ustioni sulle foglie. In linea di massima, poi, le piante verdi vogliono luce meno intensa rispetto a quelle da fiore e alle piante grasse. La Serra Domestica è provvista di una sorgente di luce integrativa a quella naturale, per consentire un migliore sviluppo delle piante. e piante che si coltivano in casa, ad eccezione di un gran numero di piante grasse, provengono per lo più da zone tropicali: calde sì, ma anche molto umide. Se con le innaffiature dei vasi si può intervenire sull’UMIDITÁ del terriccio, non è altrettanto facile correggere quella relativa, cioè la quantità di vapore acqueo presente nell’aria. Il problema è evidente soprattutto nella stagione invernale, quando l’accensione degli impianti di riscaldamento porta ad una maggiore secchezza dell’aria. La Serra Domestica è provvista di un sistema di nebulizzazione, che aumenta il livello di umidità interna. Altro fattore ambientale decisivo è la TEMPERATURA. In generale, le piante d’appartamento stanno bene con temperature diurne comprese tra i 18 e i 25 gradi e notturne leggermente inferiori. Il fresco della notte consente il recupero dell’umidità persa durante il giorno, intensifica i colori e prolunga la durata di eventuali fiori. Ciò che invece si rivela dannoso è un repentino sbalzo di temperatura. La Serra Domestica mantiene al suo interno un microclima controllato, proteggendo le piante da bruschi abbassamenti di temperatura. I vasi della Serra Domestica, leggeri ma robusti, sono stati progettati appositamente per essere inseriti nella struttura di vetro e di acciaio. La forma elegante e il colore neutro si sposano a qualsiasi pianta si decida di coltivare. Provvisti di diversi fori sul fondo, consentono l’aerazione delle radici e il deflusso dell’acqua, che va a raccogliersi negli speciali sottovasi staccabili.
Prezzo di listino € 1486,00 richiedi il tuo preventivo personalizzato a:
Strutture in alluminio attrezzate con ripiani di varie forme e dimensioni configurabili come porta cd, porta libri oppure porta TV e decoder. Sono applicabili direttamente alla parete o autoportanti od ancora colonne pavimento/soffitto, e sono eventualmente attrezzabili su entrambi i lati. I ripiani sono comodamente regolabili in altezza su qualsiasi posizione ed il braccio porta TV è orientabile. La scelta dei colori è vasta: grigio opaco, nero, cromo, bianco, nero, rosso. Sono possibili combinazioni miste, come pure dimensioni e finiture speciali a richiesta.
RIVENDITORE AUTORIZZATO AICO
DOMUS ARREDI VIA PASCOLI, 39 LISSONE TEL 039794790
Architetto, nasce nel 1886 ad Aquisgrana e muore nel 1969 a Chicago.
Nel 1905 si trasferisce a Berlino, dove lavora senza salario in vari cantieri della città. Questo fino a quando non entra nello studio di Bruno Paul, come disegnatore, dove inizia ad apprendere i primi rudimenti di architettura. Dal 1908 al 1911 lavora nello studio di architettura di Peter Beherens dove conosce Le Corbusier e Gropius e studia l’architettura neoclassica di K. F. Schinkel, che influenza decisamente le sue prime opere.
La guerra interrompe la sua attività
Nel 1929 realizza il padiglione tedesco all’Esposizione internazionale di Barcellona (inclusi gli arredi interni e la celebre poltrona Barcelona), considerato un’icona del movimento moderno Dall’agosto del 1930 fu direttore del Bauhaus, dove insegnò anche architettura, incarico questo che tenne fino al 1933, quando fu costretto a chiudere la scuola per le pressioni del nazismo e dovette lasciare il paese. Quando arrivò negli USA la sua influenza come designer era già notevole: era stato il direttore della scuola del Bauhaus per molti anni ed aveva vinto numerosi ed importanti concorsi per la progettazione di opere architettoniche.
Famoso per i suoi motti “il meno è più “less is more” e “Dio è nei dettagli “God is in the details”, Mies cercò di creare spazi contemplativi, neutrali, attraverso un’architettura basata su un’onestà materiale ed integrità strutturale.
Una grande mostra, dedicatagli nel 1947 dal Museum of Modern Art di New York, consacra definitivamente la sua fama. Negli ultimi vent’anni di vita, Mies van der Rohe giunse alla visione di un’architettura monumentale “pelle e ossa” “skin and bone”. I suoi ultimi lavori offrono la visione di una vita dedicata all’idea di un’architettura universale semplificata ed essenziale, creò spazi contemplativi, neutrali, con uno studio esemplare del particolare architettonico
Nel 1958, costruì quella che è considerata l’espressione massima dell’International Style dell’architettura, il Seagram Building (1958), a New York. La Neue Nationalgalerie (1962) a Berlino è l’ultima e grandiosa opera realizzata da Mies van der Rohe.
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Le Corbusier, il cui vero nome è Charles-Edouard Jeanneret-Gris1887 – 1965, è stato un architetto, urbanista, pittore e designer svizzero naturalizzato francese. Dal 1906 al 1914 viaggia in numerosi paesi d’Europa, soggiornando soprattutto a Vienna, dove viene in contatto con gli ambienti della Secessione viennese, e a Berlino dove, nello studio di Peter Beherens, conosce Gropius e Mies Van der Rohe. Nella Parigi degli anni venti e trenta, Le Corbusier elaborò progetti urbanistici rivoluzionari che hanno influenzato molta edilizia. Nel design dei mobili progettati quasi tutti fra il 1925 ed il 1930, collaborò con Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret.
La Chaiselonguea reglage continu progettata da Le Corbusier con Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, fu presentata al “Salone d’Automne” di Parigi nel 1929 come parte dell'”Equipement interieur d’une habitation”. Sicuramente il classico tra i più celebri del “gruppo Le Corbusier”, è costituita da due elementi liberi fra loro: la base e la culla: La culla – che segue nella forma le curve del corpo umano – pare fluttuare sulla sua base, e può scorrervi senza alcun meccanismo, con slittamento continuo, consentendo dunque qualsiasi inclinazione, rimanendo stabile grazie dall’attrito dell’acciaio con la gomma che riveste i traversi della base, mentre il materassino e il poggiatesta sono imbottiti e rivestiti in pelle o in cavallino. Lo stesso Le Corbusier la definì come la “vera macchina per riposare” e sembra aver detto di aver pensato per la sua progettazione alla figura del cow-boy mentre fumava la pipa, seduto coi piedi in alto, appoggiati sul bordo del camino.La Chaiselongue fu inizialmente prodotta dalla ditta Thonet francese e successivamente, nel 1930 anche dalla ditta svizzera Embru.
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quando il design è arte.. la sua storia va conosciuta.. non chiamatelo solo “tavolino”
Eileen Gray, nome completo Kathleen Eileen Moray Gray 1878 – 1976, è stata una designer di mobili e un architetto irlandese, considerata una pioniera dell’estetica dell’Internationa Style. Con Lina Bo Bardi e Charlotte Perriand, è la madre del design moderno. Le sue opere sono state apprezzate da maestri come Le Corbusier e J.J.P. Oud. Il suo nome è tuttora sinonimo di eleganza e raffinatezza. Origini irlandesi e studi francesi, nella sua lunga vita ha incrociato i protagonisti della Architettura Moderna. Conquistando sul campo il titolo di designer. Persuasa da Le Corbusier e da Jean Badovici, iniziò ad interessarsi di architettura. Nel 1924 la Gray e Badovici cominciarono a lavorare insieme a una casa sul mare a Roquebrune-Cap-Martin, battezzandola E-1027. Il nome scelto è un codice che nasconde le iniziali dei due (E = Eileen, 10 = Jean, 2 = Badovici, 7 = Gray). La casa ha la forma di una L, il tetto piatto e finestroni che si aprono dal pavimento al soffitto con scale a chiocciola che conducono alle stanze degli ospiti. E-1027 è al tempo stesso una struttura aperta e compatta. Eileen Gray disegnò il mobilio con criteri d’avanguardia, collaborando anche con Badovici nell’elaborazione delle strutture dell’edificio. Il suo tavolo circolare in vetro E-1027 e la tondeggiante poltrona Bibendum furono ispirati da esperimenti Bauhaus di Marcel Breuer con le strutture d’acciaio tubolari. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Eileen Gray fu costretta a evacuare dal sud della Francia. Il suo appartamento a Saint-Tropez, dove aveva preziose collezioni di beni, fu fatto saltare in aria da una bomba. Nel secondo dopoguerra Eileen Gray tornò a Parigi inaugurando uno stile di vita ancora più reclusivo di prima. Si occupò ancora di piccoli lavori, ma fu sostanzialmente dimenticata dall’industria del design. Intorno ai settant’anni cominciò a perdere la vista e l’udito eppure ebbe ancora la forza di trasformare un vecchio granaio in un atelier e si trasferì in campagna per continuare a lavorare. Nel 1968, grazie a un articolo del critico Joseph Rykwert su Domus Magazine, la poltrona Bibendum e il tavolo E-1027 recuperarono un vasto successo di pubblico, tornando in produzione e divenendo pezzi classici di design. Poco prima della sua morte, nel 1970, i suoi lavori furono esposti in una mostra a Londra, il che permise al pubblico di riscoprirne la genialità. Eilen Gray morì all’età di novantotto anni nel suo appartamento di rue Bonaparte a Parigi
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bastano pochi oggetti, a volte anche solo uno, per fare del tuo ambiente un ambiente speciale, diverso, unico…. La specchiera Max di RIFLESSI http://www.riflessisrl.it/main1.htm è sicuramente “quell’idea in più”.
Sorprendenti e raffinati contrasti prendono nuova vita grazie allacollezione Vogue. Colori lucenti e preziosi contribuiscono a creare ambientazioni di forte impatto in cui ogni dettaglio si trasforma in uno splendido elemento d’arredo. Raffinatezza, eleganza, gusto per uno stile “glamour” assolutamente unico e inimitabile come è ciascuno di noi e come vorremmo che fosse la nostra casa..
Vogue consolle: dimensioni cm 100 L x 40 prof.
RIVENDITORE SANTAROSSA
Domus Arredi Via Pascoli 39 LISSONE (MI) TEL 039794790
Un epoca di contrasti la nostra, quasi assente l’equilibrio. Nero o bianco. Nero quale decisione, durezza, profondità. Bianco come candore, purezza, leggerezza. Ptolomeo and his family si tingono di bianco assoluto.
Pile di libri sui tavoli dello studio, così tante da girarci intorno con lo straccio della polvere. Libri a pile sui tavoli di casa, da spostare per apparecchiare. Una pila sul comodino di sinistra e a terra a fianco del letto. Qualche libro impilato anche a destra. Libri impilati tra i vuoti lasciati dai libri ordinati sugli scaffali. Poco gestibile per forma e contenuto, la pila caotica in parte al divano. Trovare il saggio sull’ordine delle cose comprato lo scorso sabato non e’ cosa immediata. Sulla cassapanca dell’ingresso, quella di qualche bisnonna che si e’ gia’ fatta almeno una decina di traslochi, è cresciuto un bosco selvaggio di pile. Inghiottiti chissa’ dove intonsi volumi dimenticati. Questo a casa mia. Questo in tutte le case dove di libri ci si nutre, supporto imprescindibile di vita. Osservare le pile, restare affascinato nell’immaginarle così alte da sfidarne la stabilità. Tradurre questa immagine fantastica in oggetto reale. Ptolomeo atto primo. Dedicata a colui che, primo, ha raccolto con intelligente passione tutto quanto fino allora scritto senza censura, senza paura.
bruno rainaldi
Bruno Rainaldi
Vive e lavora a Milano. Da oltre vent’anni si occupa di arredamento e design. Agli esordi come venditore a fianco di Maddalena De Padova, poi socio di Enrico Baleri in «Baleri & Associati», società di comunicazione e strategie commerciale per aziende e punti vendita di design contemporaneo.
Fonda poi Studio Rari di cui è il direttore creativo e inizia le prime collaborazioni di design industriale: collabora con diverse aziende tra cui Alivar, art director per la collezione «Brilliant furniture» e Blum, MDF, Mussi Italy, Sintesi.
Nel 1994 partecipa al rilancio di DILMOS e si occupa della creazione di Dilmos edizioni, collezione di prodotti di design con forti contaminazioni artistiche.
2002 – Fonda MOCO extra ordinary furniture, una collezione di mobili e complementi di nuove e inedite forme espressive di Bruno Rainaldi
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